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Silk

8/16/2009

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Autore:IlPontefice Shion
Genere: Introspettivo,Romantico
Personaggi Principali:Aries Shion, Libra Doko
Rating: NC17
Avvertimenti: OneShot, Yaoi
In proposito:Sione le lenzuola. Un rapporto più difficile di quanto si pensi.Ma forse...
Disclaimer: MaledettoMasami!
Cose:Silk si èclassificata secondaal contest “Leap through Time” indetto daFanfiction Contest.Sono davvero soddisfatta delrisultato, e ringrazio di cuore la giuria, soprattutto per il bannerinospettacolare che mi hanno fatto, e che oh mio dio che bellezza,chebbellezza,chebbellbannerinoh! *O* Ho riportato di seguito ilcommento di giudizio!Chu di cuore atutti quantihanno sopportato lo sviluppo di questa shot. Perché perqueste 650 miserrimeparole ho frignottato troppo, ma nessuno ha avuto il coraggio dimandarmi aldiavolo.


La prima volta che ho rivisto – non toccato, rivisto – un lenzuolo, ho avuto un brivido talmente violento che ho temuto di vomitare. Il mondo intero aveva preso a girare disperatamente attorno a quel gigantesco straccio che copriva il mio talamo.

A quel gigantesco sudario.

Non credevo che i morti potessero ricordare, ma i morti ricordano, ed io mi ricordo bene del lenzuolo con cui il mio corpo fu frettolosamente coperto, per poi essere abbandonato alla pietà delle stelle, che di pietà ne ebbero davvero poca. Non fu un gesto di rispetto: il mio scomodo cadavere doveva essere celato perché il tradimento risultasse un’impressione vaga, un’allucinazione. Il freddo ed il caldo, la grandine e la pioggia uggiosa, il vento e l’afa, le gelate, la neve, le primavere di tredici anni impregnarono me e quello straccio penoso di ogni miseria.

 

Amante come sono delle tenerezze della seta, mi sono rifiutato di giacere in altro luogo che non fosse un giaciglio fatto di giunchi e di qualche tappeto duro e lanoso, che pizzicasse forte la mia pelle e la tenesse viva.

Perché avevo paura.

Di quei lenzuoli stesi ordinatamente, profumati di fresco, lenzuoli di seta che, se avessero coperto il mio corpo, mi dicevo, pensavo, lo avrebbero ingoiato una volta ancora. Athena ci ha chiamati a nuova vita – sia lode alla nostra dea gloriosa – ma solo chi è stato tutt’uno con un lenzuolo può dirlo, l’angoscia non se ne va, muore dopo della morte stessa.

 

Doko, però, mi ha raggiunto presto.

Su nei miei appartamenti privati, è entrato bussando, ma solo per farmi sorridere. Stupenda creatura, che mi sorprende con memorie antiche e dolcissime che ha serbato nel suo grande cuore nonostante tutto. L’ho visto con i miei stessi occhi guardare il mio letto e poi me, con le iridi luminose di una qualche intuizione.

Verdi, enigmatiche, caparbie. Mi sono detto che quelli erano gli occhi dell’uomo per cui mi ero perduto, ed ho provato orgoglio.

L’ho visto sorridere di nostalgia alle braccia che gli tendevo affinché mi offrisse le sue. Doveva aver capito tutto fin da subito, e io davvero non sapevo come impedirgli, almeno per orgoglio, di salvarmi dalla sciocca battaglia che mi ero deciso ad intraprendere.

L’ho visto mettere un passo davanti all’altro, venire verso di me, tigre nella penombra. Mi ha steso su quelle lenzuola in silenzio. Di schiena, con ogni delicatezza possibile. Con ogni delicatezza possibile mi ha sciolto i vestiti e mi ha regalato il primo sospiro.

“Oh, Sion, credimi”, mi ha detto. “Io ho più paura di te.”

E poi mi ha fatto l’amore, ed io sono riuscito a sentire di nuovo le lenzuola che prendevano fuoco sotto di noi, ad artigliarle come se fossero state  la mia sola salvezza, fidandomi di loro. Dopotutto, l’oblio che esse paventavano era ben poca cosa, rispetto a quello in cui rischiavo di precipitare con lui. Così, il suo respiro tiepido ed affannato mi ha restituito sensazioni che ho aspettato a lungo, ma mi ha fatto scordare molte altre cose, in pegno.

Lo scricchiolio del letto è diventato una dolce melodia di bentornato, su cui lui cantava i suoi ansiti scossi, ed io i miei. La nausea era intensa, ma per ben altre ragioni, ché avevo la sensazione di avere lo stomaco pieno d’acqua, e sì, credo fossero le mie lacrime, quelle, lacrime di gioia e di paura, esorcismi del silenzio che finalmente cedeva il posto ad un dolce invasore.

Riconoscevo il frusciare della seta ad ogni scatto delle sue ginocchia per spingersi in me; avvertivo distintamente le pieghe che i miei movimenti sinuosi disegnavano sulle lenzuola, scombinandole e addirittura sradicandole dal letto, quando la necessità di strattonarle diventava urgente. Le ho amate di nuovo, ho amato Libra e le mie lenzuola come se fossero il rovescio della medaglia di uno stesso connubio, ed ho capito che la seta è per davvero il mio elemento d’elezione.

Senza ombra di dubbio.

NOTA: 650 parole era il limite. E 650 parole sono. Aggiungo soltanto, onde evitare spiacevoli fraintendimenti, che tutte le particolarità linguistiche di questa fic sono volute. So che “mi ha fatto l’amore” è una forzatura, e come questa ce ne sono altre in giro. Giudicatele come più vi pare, ma giudicatele con il presupposto che no, non sono errori sintattici, grazie ad Athena.

COMMENTO AL CONTEST "Lip Though Time" indetto da Fanfiction Contest:

Silk, di Stateira.
1.Trama, IC e aderenza al fandom : 9
Ho trovato i Sion perfettamente IC, Doko anche, seppur non sempre. Ho apprezzato moltissimo l’introspezione di Sion, approfondita e ben sviluppata, il Sacerdote ha maturato una fobia più che normale per qualcuno che è morto ed è stato avvolto in un sudario così a lungo. Inoltre ho trovato che la flash si protraesse in modo perfettamente lineare con la trama originale. Dopo essere rimasta senza cavalieri Atena di fa resuscitare e questo ci spiega anche perché sia Doko che Sion siano vivi.
2. Lessico; grammatica: a) correttezza verbale – b) punteggiatura : 9

Non vi sono né errori, di grammatica, né di sintassi. Hai usato un lessico adeguato al personaggi, ricercato in taluni punti, più semplice in altri, ti sei presa delle liberta stilistiche adattissime a Sion, che avendo molti anni parla in modo essenzialmente diverso dagli altri cavalieri, si trascina dietro duecento cinquanta anni di evoluzione linguistica.
3. Aderenza ai warning: 10
Perfetta. Sion è indubbiamente il personaggio principale, un uomo che è mutato profondamente, ha vissuto ed è morto, ed ora che è nuovamente in vita ha, come è ovvio, delle fobie che la gente comune troverebbe assurde. L’oggetto è utilizzato in modo originale e duplice il che ti rende ancora più onore, prima ci parli del lenzuolo come una delle paure di Sion, quindi il lenzuolo diventa un semplice lenzuolo, qualcosa che ricorda il fare l’amore. Un’ottima introspezione, utilizzo e sviluppo dei warnings.


Bannerino del concorso:



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