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LA REGINA DEI SERPENTI
-online dal o3/06/o9-




Aggiornamenti:
19/07/10
Cambio di grafica per GOLD INSANITYInoltre, ben due nuovi video ed è aperta per voi anche la sezione FANART.
Senza contare che è online la quinta puntata di RADIO SANCTUARY
, la radio online dei Gold Saint. Cogliamo l'occasione di dirvi che è partito il progetto LA REGINA DEI SERPENTI: non lasciateci soli! Notizie più approfondite QUI
Ore wa! Athena no Sainto da!







Volete forse lasciare il Santuario senza salutarne i Custodi? Scriveteci!




 
Autore:IlPontefice Shion
Genere:Drammatico, Introspettivo
Personaggi Principali:Gemini Saga
Rating: PG
Avvertimenti: OneShot
In proposito:Saganon pensava a sé stesso come ad un’eclissi. Questogenere dimetafore da pochi spiccioli non lo interessavano. Non gli interessavanole metafore in genere, lui che era già abbastanza lontano dasé stessoda non aver bisogno di ulteriori, pericolose sublimazioni.
Disclaimer: Sempredi Kuru, sempre di Kuru.
Cose: 
Vincitricedel concorso "Dark versus Light" indetto da Writer's Dream - SezioneFanfiction.


Ai miei Goldies
Grazie <3




Orgè

Ci sono modi divedere il mondo, di viverlo e di giudicarlo, che sono diversi come laluna dalsole, e si scontrano, si insultano, si mordono l’unl’altro perché le lorotonalità non si confondano, anzi rimangano separate dallalinea netta di unorizzonte sempre un po’ nero. Non riescono a convivere fraloro, se non sulfilo di spada, nonostante il tempo che passa ed i tentativi di mediare,chesomigliano man mano sempre di più ad una redenzione maivoluta. Esistono personeche sono morte per un ideale, ed altre che per un ideale hanno ucciso.
E poi, c’è chiriesce ad essere sia luna che sole. Chi riesce ad uccidere e a morirecome sein fondo fosse la stessa cosa. Chi si ammala di libertà alpunto di spaccare ilimiti dell’unità e della coerenza. Fino atrascendere.
E ciò è male.

Saga non pensava asé stesso come ad un’eclissi. Questo genere dimetafore da pochi spiccioli nonlo interessavano. Non gli interessavano le metafore in genere, lui cheera giàabbastanza lontano da sé stesso da non aver bisogno diulteriori, pericolosesublimazioni.
Quando il mondo loaveva chiamato a farsi concreto, aveva risposto sfoderando una mascheraillegittima. Di questo era ben consapevole, per quanto la suasituazionegrottesca gli permettesse di esserlo. Le macchie oscure sulla sua vesteavevanosempre un colore, ma mai un’origine.
Il perché, quellanotte, si sentisse così solo, non lo conosceva, ma gli erabastato avvertire ilsoffio tenue della coscienza spirare fra i lunghi capelli, ed averriaperto gliocchi limpidi sul mondo, dopo tanto dormire, che i suoi piedi si eranomossi dasoli, leggeri e veloci, sicuri della via.
Igradini da percorrere erano innumerevoli

Subito fuori, loaccolse un profumo infido, di cielo e di fiori mediterranei. Privo diquellamaschera abbagliante, lo sentiva con forza, come una conseguenzainevitabiledel respirare. La maschera, per ironia, irretiva anche lasensibilità dellapelle del suo volto, la capacità di percepire il calore diun fiotto di sole, oil tocco pungente del vento. Era come essere vittimadell’angosciosa privazionedei sensi, fobia di ogni Cavaliere d’Athena, ma avendolorichiesto.
Eppure non era unaprigione, oh no, e perché mai: era il simbolo del suopotere. Un talismano minatodalle premesse e dalle conseguenze, che si offriva esso stesso acontrappassoper la sua condotta.

Egiunse alla Dodicesima Casa

L’odore leggiadrodelle rose si era fatto fastidioso. Non se ne stupì perniente, era come seriuscisse a penetrare attraverso la pelle, a propagarsi sul palatodiffondendoper tutta la bocca un sapore amaro.
L’aria eradiventata umida, Saga fu tentato di spogliarsi della sua tunica, primadiproseguire la sua corsa. Era notte fonda, e nessuno lo avrebbe sorpresonellasua nudità. Ed anche fosse stato…
Saga amava dormirenudo, perché il suo corpo era dolce alla vista, e piacevoleal tatto. E nonmutava colore, no. Per questo lo amava, come fosse stato cosa sua edaltruiallo stesso tempo, come se fosse stato promesso, consacrato. Ne avevacura,affinché custodisse il suo spirito per molto altro tempoancora; e poiché glispiriti erano due, ne aveva cura doppia, secondo una proporzione che,era suaidea, potesse essere proficua.
Così bello, Saga diGrecia, oh. Così tanto bello.

 Egiunse all’Undicesima Casa

La luna, a farglicompagnia, la luna ed il freddo. Che non fluttuavanell’atmosfera, ma sisprigionava con forza dalla sua stessa pelle, che solo fino ad unattimo primaaveva voluto liberarsi dall’ingombro della stoffa leggera, eadessorabbrividiva. La luce sarebbe gradualmente venuta a mancare, scendendo.Nientedi più ragionevole, pensò. Niente dipiù appropriato.
E mentre correvasenza troppa fretta all’ombra di quelle colonne, ebbe lasensazione che la suausurpazione avesse un significato ancora più profondo delpotere e dei suoiingranaggi più oscuri, come se tutto improvvisamente avesseguadagnato unaterza, sconosciuta dimensione. Ebbe la sensazione di aver stracciato ecalpestato qualcosa di molto prezioso e legittimo. Ne rimase spiazzato,tantoche quasi si fermò. Ma appena fece per rallentare, le suebraccia scoperterabbrividirono di nuovo, con forza ancora maggiore. Evidentemente,dunque, nonera il momento.

 Egiunse alla Decima Casa

Serrò i pugni,costringendosi ad ascoltare il suo respiro profondo e regolare.
Nessun altro suonoanimava quella notte troppo silenziosa, nemmeno un fiato di vento chefacesseda contrattema al suo. Non un verso di nottola, o di qualche bestianotturnache si aggirasse per fame o per noia nella notte. Magari predando. Eraunsilenzio attonito e concentrato, come quello di chi tenta di darsi unaspiegazione, di sciogliere un enigma con le proprie sole forze.
E c’era qualcosa dimistico, in tutto ciò. Poteva ingannarsi, ma addirittura difanatico.
Dopotutto, erastrano, per lui che era abituato al frastuono di voci che sialternavano,quando non si sovrapponevano, incessantemente, rumoreggiando nella suatestaesausta. È la norma, per chi convive con séstesso sul filo di spada.

 Egiunse alla Nona Casa

Stava per metterpiede nell’antro sacro, quando un cappio invisibile gli sistrinse attorno allagola fino a farlo boccheggiare. Saga formò un sorrisettoamaro, tastandoquell’inesistente strumento di tortura: l’avevaprevisto. Superò mura e colonnerese polverose dall’incuria e da ordini tassativi di cui nonaveva ricordi, masolo sentori.
Il silenzio divenneun mare furibondo, tramortito dai venti di burrasca, che si abbattesempre sulmedesimo scoglio, spossandolo.
Saga sapeva moltobene di essere una stessa cosa che, semplicemente, si era spaccata ametà. Erapreparato, non a gestirla, ma a sopportarne la vergogna. E tutte leripercussioni.
Aveva ucciso ed eramorto, una seconda volta.
Era stata una danzadel sangue e della vittoria, non sul cadavere del tuo nemico, ma dellapersonache più era cara al tuo cuore. Ad uno dei due cuori.
Lì, tutto eratranquillo e malinconico.
E se solo, se sololui fosse riuscito a smettere di tremare.

Egiunseall’Ottava Casa

La luna tornò prepotentea risplendere nel suo campo visivo, abbagliandolo con la sua lucesfuggente,come se per un attimo avesse scordato il suo ruolo e si fosse credutaun sole.Rovesciando intendimenti, accordi, consapevolezze. Si erasopravvalutata,forse.
Saga ne ebbe un po’pietà, perché la vide, ora, vergognosa,rifugiarsi dietro i frontoni delloScorpione. Pentita e frustrata.
L’atmosfera, per ilresto, era fresca e ridente, molto meno pesante di come la ricordavapochigradini più su. Si disse che commettere errori nel valutarele correntiventose, o la direzione delle nuvole, è quanto dipiù facile possa accadere.Sono elementi poco inclini alla regolarità.
La stessa cosa sipuò dire per una persona, soprattutto quando si tratta disé stessi. Che sia ilsemplice sopravvalutare la propria potenza rispetto a quelladell’avversario,oppure peccare di eccessiva fiducia, Saga conosceva bene questo generedisbagli, perché ne portava vivo il ricordo in sé.Laggiù, nell’angolo remoto delmostro.

E giunse allaSettima Casa

Si levò un’ariaumida e vagamente stagnante, nonostante la brezza tirasse vivace eportasse ivapori della notte qua e là, senza lasciarli sostare.
Era aria diabbandono, di un luogo che scontava una sorta di vedovanza troppobenevola perintaccare la serenità di chi vi passava attraverso. Come sesi limitasse adichiarare, con sobrio distacco, il proprio penoso stato, senzapretendereaiuto, ma esigendo il più profondo rispetto. Saga,nonostante la tenuità diquelle impressioni, ne fu toccato. La sua intelligenza finissima ed unpo’autocompiaciuta lo avvertì di una qualche sensazione strana,che minacciava didivenire pesante persino per spalle come le sue.
Ricordò.
Di quando avevaucciso ed era morto, una prima volta.
Ed era stato comefuggire.
Via, sulle ali diun demone del sonno.

 Egiunse allaSesta Casa

La fiducia, sì.
Ci stavariflettendo su fino a poco prima, ed ora che quell’auralattiginosa che loaveva stordito se n’era rimasta ad aleggiare un po’più indietro, recuperò lalucidità.
Amica di una vitafelice, per quanto ne sapeva. Quel che onestamente ignorava, era sefosse ilculmine della saggezza, o l’abisso dellastupidità. Perché lui aveva godutodella fiducia di stupidi e di saggi, pressoché senzadifferenze. Dei piùstupidi e dei più saggi, a ben vedere.
Era stata questafiducia, prima di ogni altra sua azione, ad elevarlo lì doveora si trovava,sull’orlo della vertigine. Una fiducia mesta, che raccontavadi quanto impegno,e quanta dedizione, avesse infuso lui ai suoi giorni di sole, perconquistarla;per poi doverla donare in sacrificio, stracciarla e ridurlaall’agonia con ditanon più sue.

Egiunse allaQuinta Casa

Cominciava ad avereil fiato corto. Ma non poteva fermarsi, non all’antivigiliadella sua meta.Giunti a quel punto, sarebbe stata mancanza di coraggio,perciò no, non sarebbebastato un miracolo a farlo tornare indietro. Oltrepassò conuna risolutezzache forse un po’ ostentava quelle colonne che parevanoguardarlo.
Non fu difficile,Saga era avvezzo ad essere guardato. Con ammirazione, solitamente; contimore esospetto da parte di pochissimi, sconsiderati occhi; con deferenza esottomissione, per la maggior parte del tempo, ma quello non contava,ché inquelle ore, lui, dormiva. Che le colonne del Leone lo guardassero,dunque, selo desideravano: non sarebbe stato così vigliacco dasottrarsi. Il coraggio,quello, non gli era mai mancato.

 Egiunse allaQuarta Casa

Vi giunse pensandoa cose terribili. Gli capitava, talvolta, di pensare cose inenarrabilidi séstesso. Che era un debole, un maledetto, uno spudorato. Se nedispiaceva, poi,perché non ne aveva colpa. Si infiammava di sdegno per ildestino che lo avevaavvinto in una tela di dolore e nebbie, ma poi passava anche questo.
Saga era fatto ditante scintille.
Giungeva un momentodi desolazione profonda, e poi arrivava la speranza, flebile come unafragranzadolcissima, che risvegliava i suoi sensi e li sollevava dalla pressionedell’inerzia.
Saga si eraabituato a vivere il più velocemente possibile.

 Egiunse alla Terza Casa. E lì si fermò.

Toccòdistrattamente la prima colonna del pronao della sua antica dimora,mentre vientrava, come fosse stata una carezza dovuta ad un buon animaledomestico che,durante la sua assenza, era caparbiamente stato a guardia di quellemura.
Non era vero,naturalmente: la Casa di Gemini doveva provare un disgustopiù che legittimoverso il suo inquilino.
Era affaticato epreda dell’emozione, Saga. Evidentemente, non erapiù nemmeno capace di gestireil suo corpo affinché assecondasse la sua non certo ferreavolontà. I muscolisi tendevano anche senza che ce ne fosse necessità, riottosi.
Sollevò gli occhial cielo, frugando fra le masse di stelle per trovare la sua.
Ma i Dioscuri suoialleati ricambiarono con bagliori malevoli dei loro occhi astrali.Mortificato,comprese le loro motivazioni. Loro, loro in vita si erano amati molto.Il piùforte fra loro aveva a cuore la sorte del più fragile, necondivideva levittorie e si angustiava per i suoi dolori, senza ambiguitàalcuna. Le grottenascoste e preda dei flutti di marea erano lontane dalle loro menti.
Saga, invece, eraper sé stesso un conflitto: era vivo, ma da tutti credutomorto, tanto percominciare.
Ma era venuto finlì anche per questo, per scusarsi con le stelle gemelle, eprovare a vedere segli riuscisse ancora di parlare con loro, di accettare i loro preziosiconsiglie di farsi guidare dalla loro luce, che era anche la loro voce.
Incrociò le bracciaal petto, solennemente. Dal cielo, un barlume lo avvertìche, forse, sarebbestato ascoltato.
Ed allora luipregò.
Supplicò ad occhichiusi che nulla di tutto ciò fosse vero. Anche a costo dirinunciare allacarica di Cavaliere d’Oro, e diventare l’ultimo deimozzi al servizio diAthena.
Anche se, con ogniprobabilità, non ci sarebbe comunque stato più unposto per lui.
Traditore, Saga,traditore dei Gemelli. Traditore della Dea.
Oh, quantanostalgia. Gli parve per la prima volta in vita sua di poterne morire.Quantatriste, disperata volontà di tornare ai suoi giorni di sole,a quei giorni disole, dove un solo sorriso valeva le ore passate a tirar pugni allecolonne dimarmo, nel rigore dell’inverno.

Chiuse gli occhi,provato dalle preghiere e vinto dal sonno. La mattina dopo, per certo,sisarebbe destato con ancora addosso le sensazioni elettriche di uncerchio allatesta per il troppo vino, con i muscoli pesanti e gli occhi unpo’ segnati.
Ma non era ilmomento di pensarci, quello; ché la mattina dopo,chissà quando sarebbe giunta.




NOTA:

 

Orgè significa rabbia, ira. L’ira è il sentimento portante di questa in questa lenta discesa. C’è l’ira di Saga verso sé stesso e verso le circostanze, l’ira di Gemini che ripudia sdegnosamente il suo Custode, l’ira di quanti hanno subìto e sono rimasti schiacciati da Saga stesso. Mi piacerebbe che si avvertisse, infatti, anche l’ira di Taurus,  e di Aries, le due Case che non vengono toccate qui per evidenti motivi, ma che ospitano l’uno un fuggiasco orfano del suo maestro, e l’altro un animo sensibile e vittima della sua bonaria fiducia.

Sono felicissima che questa fic si sia aggiudicata il concorso di Writer’s Dream, soprattutto perché mi rendo conto che non è un testo facilissimo, che presuppone una conoscenza davvero approfondita del fandom, ed una discreta predisposizione spirituale alle fisime mentali di chi scrive. Vi linko la pagina di annuncio, da cui potrete anche accedere alle altre preziose sezioni del forum. Dateci un’occhiata!
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