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LA REGINA DEI SERPENTI
-online dal o3/06/o9-




Aggiornamenti:
19/07/10
Cambio di grafica per GOLD INSANITYInoltre, ben due nuovi video ed è aperta per voi anche la sezione FANART.
Senza contare che è online la quinta puntata di RADIO SANCTUARY
, la radio online dei Gold Saint. Cogliamo l'occasione di dirvi che è partito il progetto LA REGINA DEI SERPENTI: non lasciateci soli! Notizie più approfondite QUI
Ore wa! Athena no Sainto da!







Volete forse lasciare il Santuario senza salutarne i Custodi? Scriveteci!




 
Autore:Kanon di Gemini
Genere: Introspettivo
PersonaggiPrincipali: Gemini Kanon, Wyvern Rhadamantis
Rating: G
Avvertimenti: OneShot,Shonen Ai
Inproposito: Dueuomini, due esseri umani uniti da un singolo filo del Fato.
Disclaimer:  I personaggi non miappartengono e sono di Masami Kurumada. Ma se ho fregato glidèi posso fregare anche lui.
Cose:  Sì. Ecco. Non hointenzione di direalcunché. Voglio solo informare per chi fosse interessatoche questanon è una storia slash, anche se negli avvertimenti hannoscritto di sì. Quindi se non vi interessa piùpassate oltre,nessun rancore e amici come prima. Per il resto dedico tuttociò ai Gold Saints che mi ha contagiato col morbo SaintSeiya e in particolarealla Rhadamantis della  Viverna.

Lui era l’uomo che aveva ingannato gli dèi - che aveva ingannato una dèa. Lui era stato motore e principio delle sciagure a venire, pedina d’una futura e maestosa partita a scacchi.
Osservava l’orizzonte tra le sbarre che gli facevano da prigione. Aveva provato a spezzarle, quelle sbarre, già talmente tante volte che ormai gli dolevano le mani al solo pensiero.
Era stato privato di tutto, e benché quasi felice del risultato ottenuto, dell’aver osservato il volto del fratello traslato in quel demone che era ormai affiorato in superficie, si sentiva troppo distrutto nel corpo per riuscire a provare ancora qualcosa che andasse oltre un vago piacere, distante nel suo esistere: aveva fame, ora, di cibo vero. Quanti giorni erano passati dentro a quella prigione di roccia eterna? Troppi.

Egli era l’uomo che aveva servito gli dèi - che aveva servito un solo dio. Egli si stava preparando e addestrando, pedina per una futura e maestosa partita a scacchi.
Apprezzava il lusso e non disdegnava le comodità, se c’erano. Ma soprattutto amava le cose belle.
Era consapevole di possedere tutto, e nonostante questa sua condizione si era sentito insoddisfatto, da bambino, infelice nel ritrovarsi con un potere di cui non conosceva l’origine: aveva avuto fame, allora, ed era stato saziato. Quanti giorni erano passati da quando gli era stata rivelata la sua alata malvagità a cui si era presto e felicemente arreso? Mai abbastanza.

*

Aveva ingannato gli dèi – due volte.
Ed era così stato sconfitto; negli abissi marini la disfatta lo consumava.

Aveva servito gli dèi – un solo dio.
Ed aveva sconfitto così la morte; negli abissi degl’inferi l’oscurità lo temprava.

*

Aveva ingannato gli dèi – una dèa l’aveva salvato.
Aveva servito gli dèi – un dio l’aveva salvato.

Lui li aveva ingannati e combattuti.
Egli li aveva serviti e aiutati.

Lui era ora il bene.
Da sempre egli era il male.

Uno era ora giustizia.
Da sempre l’altro era dolore.

Due pedine d’una maestosa partita a scacchi.

*

Si erano incontrati, finalmente.
L’uno aveva ingannato gli dèi – due volte; fratello rinnegato, Generale Marino, ormai Santo d’Oro.

L’altro aveva servito gli dèi – un solo dio; bambino infelice, Spettro, adesso Gigante Infernale.
Finalmente si erano incontrati.

*

Infine avvenne lo scontro.

Quando si tese, dipanato da una tela sconosciuta, il doppio filo del Fato tessitore, fulgore e tenebra si levarono assieme ed assieme si spensero.


Allora, per un istante,
più le stelle non risplendettero
e l'inferno non fu più così oscuro.
*

S’estinsero quindi in infante vagito di due stelle neonate.
S’estinsero quindi in terribile pianto d’una morte abissale.
S’estinsero quindi per la gloria di dèi due uomini, umani, che dal Fato eran stretti.

E guardavano il Cielo quei Santi che Giustizia innalzava;
e pensavano all’Ade gli Spettri che la Morte serbava.

*

Aveva ingannato gli dèi – una dèa l’aveva salvato.
Aveva servito gli dèi – un dio l’aveva salvato.

Lui s’era sacrificato per la dèa ingannata
Egli s’era sacrificato per il dio servito.

Due pedine, riverse, d’una maestosa partita.

Aveva ingannato gli dèi – due volte.
E tutto era finito.


Aveva servito gli dèi – un solo dio.
E tutto era finito.

*

Essi erano gli uomini che avevano ingannato e servito gli dèi.
Dolorosi deliri una volta sprezzati riportavano ora ad uno spegnersi fulgido in una fede riavuta. Era stato privato di tutto e nel nulla era stato salvato.
Certezze radicate nel profondo nell’essere lo avevano portato a morire in un buio turbinio di fede gloriosa. Sapeva di aver posseduto tutto ed era stato salvato nel nulla.
Nell’ultimo istante di vita i due uomini osservarono il volto del nemico, e negli occhi dell’altro videro non già la sua, ma l’anima propria.
E compresero, intravidero quel filo che mani immutabili avevano teso e che stava venendo alla fine tagliato.
Il doppio filo d’un Fato tessitore.



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