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LA REGINA DEI SERPENTI
-online dal o3/06/o9-




Aggiornamenti:
19/07/10
Cambio di grafica per GOLD INSANITYInoltre, ben due nuovi video ed è aperta per voi anche la sezione FANART.
Senza contare che è online la quinta puntata di RADIO SANCTUARY
, la radio online dei Gold Saint. Cogliamo l'occasione di dirvi che è partito il progetto LA REGINA DEI SERPENTI: non lasciateci soli! Notizie più approfondite QUI
Ore wa! Athena no Sainto da!







Volete forse lasciare il Santuario senza salutarne i Custodi? Scriveteci!




 
Autore:Camusdi Aquarius
Genere:Commedia
Personaggi Principali:Leo Aioria, Virgo Shaka
Rating: G
Avvertimenti: OneShot
In proposito:Unagiornata assolata.
"Aioria, non puoi...!"
"Posso."

Bianco come il marmo. Rosso come...

Disclaimer: Anche noi apparteniamo a MasamiKurumada.
Cose: 
A tuttele fan del crack, per dimostrareloro che voglio beneh.


“Aioria, non puoi…!”
”Posso.”
Shaka si morse le labbra.
Il cavaliere di Leo stava mettendo le mani dove non doveva.


E il santo più vicino agli dèi diede mostra per la prima volta di un tremore delle mani. Sospirò, teso. E alle sue orecchie, quella voce, che tentava di essere rassicurante: “Stai fermo, Shaka.”
A quell’oltraggio, Virgo spalancò gli occhi, sottraendosi:
“Non dirmi quello che devo fare!”
Aioria sospirò, sedendosi con un piccolo tonfo sul marmo bianco.
Un sospiro rassegnato, come se accennasse a rinunciarci, ma Shaka non gli levava gli occhi di dosso. Era difficile, con quello sguardo azzurrissimo e glaciale puntato sulla nuca, e Leo si alzò, con uno sbuffo nervoso.
“Dato che la pensi così, me ne vado.”
“Torna qui.”
“Davvero, Shaka, io non ti capisco.” Erano onesti e verdi, gli occhi del cavaliere. Shaka richiuse i propri, come per non guardarlo in viso, e Aioria si accigliò. Azzardò ad avvicinarsi, di nuovo: “Te l’ho detto. Penso a tutto io. Tu non devi preoccuparti di niente…
“Non mi piace il modo in cui lo fai.” Sibilò il biondo. Non c’era ombra di veleno nel suo sussurro, ma una verità tanto schietta da ferire. Aioria si sentì offeso. E si alzò in piedi, dandogli le spalle nel sole.
Shaka non disse nulla, per un po’. Il sole scottava il marmo bianco, e quel bianco scintillava silenzioso nel caldo.
Lo guardò rivestirsi, i muscoli scattanti sotto la pelle di miele. Le sue mani si riavviavano scompostamente i riccioli dai riflessi dorati, che catturarono il suo sguardo distratto, sotto la luce del sole. Eppure, non disse niente.


Aioria si voltò verso di lui, un ultimo lampo verde di occhi. Shaka rimase ostinatamente ad occhi chiusi, irremovibile.
“Sai? È colpa del tuo brutto carattere.”
“Fai attenzione a quello che dici, santo di Leo.”
“Dico proprio come la penso!” rincarò il giovane, con un ampio gesto delle braccia. Descrivevano le curve dei grandi vasi bianchi come il marmo delle scale, e Shaka socchiuse le ciglia per scorgere il rosso dei fiori. Erano scarlatti. Aioria, ai movimenti distratti dei suoi occhi, che non lo fissavano in volto, attirò la sua attenzione a forza:
“Non ci metteremo mai d’accordo su questi dannati vasi, se tu non scendi a compromessi!” minacciò.
“Se lascio fare a te” si degnò finalmente il cavaliere della Vergine, alzando il mento con fare orgoglioso “mi ritroverò le scale imbrattate di quegli orrendi petali rossi.”
“Ma insomma! Credevo che ti piacessero!”


“E quando mai me l’hai chiesto?”

“Shaka, sto perdendo la pazienza. Non sei tu che stai spostando questi benedetti gerani, sono io!
Sbottò il santo d’oro, indicandosi con eloquenza. Shaka sollevò signorilmente un sopracciglio: effettivamente, sì. E allora? Non era fatto per i lavori di fatica. E poi era il vicino di casa ad essersi offerto. Chi era lui per opporsi alle entusiastiche voglie di sollevamento pesi altrui?
“Effettivamente, sì” riassunse, mandando Aioria su tutte le furie.
“Shaka!”
Mh.”
“State ancora litigando, voi due?”
Una risata divertita, assieme ai passi di fretta. Shaka salutò con un neutro cenno del capo il cavaliere di passaggio per le scale, e Milo ridacchiò all’espressione infuriata di Leo.
“Non farete scoppiare una nuova guerra dei mille giorni, eh, ragazzi?”
“La scorsa volta stavo per vincere io.”
Shaka roteò gli occhi al cielo, commentando esaustivamente.
Shaka…” minacciò Aioria.
“Poche storie e prendi in mano quel vaso: ti dico che ad Est c’è più ombra.”

10/26/2010

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